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Le parole diventano vettori

Come ogni token diventa una lista di numeri che ne codifica il significato, e perché la geometria sostituisce il dizionario.

ObiettivoSpiegare cos’è un embedding vettoriale e cosa significa la vicinanza tra due vettori.

Un numero di token non dice nulla del significato. Il modello associa quindi a ogni token un vettore, cioè una lista che va da alcune centinaia a qualche migliaio di numeri. Si parla di embedding, termine inglese usato anche in italiano. Questi numeri non sono scritti a mano. Vengono appresi durante l’addestramento.

L’idea centrale è semplice. Parole che compaiono in contesti simili finiscono per avere vettori vicini. «Gatto» e «cane» si ritrovano vicini, e così «Berna» e «Ginevra». Il significato diventa una posizione in uno spazio, e la somiglianza diventa una distanza.

uomoredonnareginagattocaneBernaGinevra
Una proiezione in due dimensioni, a scopo illustrativo. I vettori reali hanno centinaia di dimensioni.

Direzioni che hanno un significato

Gli studi del 2013 su word2vec hanno mostrato un fenomeno sorprendente. Alcune direzioni dello spazio corrispondono a relazioni. Il vettore che va da «uomo» a «re» somiglia a quello che va da «donna» a «regina». Il calcolo re meno uomo più donna cade vicino a regina. Ciò non prova che il modello capisca la regalità, ma che le regolarità del linguaggio si traducono in geometria.

Riferimenti

  1. Mikolov, Chen, Corrado et al. (2013). Efficient Estimation of Word Representations in Vector Space. Preprint arXiv. arxiv.org/abs/1301.3781