Lezione 2 di 8 · 7 min
Leggere il proprio team
Individuare i curiosi, i prudenti e gli scettici, e creare un clima in cui si osa provare.
In un team gli atteggiamenti verso l’IA non sono uniformi. Individuarli evita due errori: puntare tutto sugli entusiasti, che vanno già veloci, oppure cercare di convincere gli scettici con argomenti, il che li irrigidisce.
- I curiosi provano da soli. Diventano facilitatori, a condizione che condividano ciò che trovano.
- I prudenti aspettano di vedere. Un caso reale, mostrato da un collega, li convince.
- Gli scettici dubitano della qualità o del senso. Sono preziosi per testare i limiti e stabilire le regole.
Affidate agli scettici un ruolo di controllo: rileggere le risposte di un assistente, cercarne gli errori, proporre salvaguardie. La loro esigenza migliora gli usi, e spesso diventano i migliori garanti della qualità.
Amy Edmondson ha dimostrato che i team imparano quando i loro membri si sentono al sicuro nel prendere un rischio davanti agli altri: porre una domanda ingenua, ammettere un errore, condividere un tentativo fallito. Con l’IA questa sicurezza è decisiva. Un primo tentativo spesso delude, e chi non osa dirlo abbandona in silenzio.
- Raccontate voi stessi un tentativo fallito e cosa ne avete imparato.
- Ringraziate pubblicamente chi segnala un errore dell’IA.
- Non confrontate mai le persone tra loro sul loro uso.
- Dite chiaramente che nessuno sarà valutato sulla sua padronanza dello strumento.
Riferimenti
- Edmondson (1999). Psychological Safety and Learning Behavior in Work Teams. Administrative Science Quarterly 44(2), p. 350–383. doi.org/10.2307/2666999