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Lezione 2 di 10 · 7 min

Il pensiero computazionale, in concreto

Scomporre, astrarre, scrivere un algoritmo, fare il debug: che cosa comprende il pensiero computazionale, e come esercitarlo con o senza schermo.

Nel 2006 l’informatica Jeannette Wing pubblica un breve testo destinato a fare epoca. Vi difende il pensiero computazionale come un modo di risolvere problemi utile a tutti, non solo agli informatici. Lo colloca accanto alla lettura, alla scrittura e al calcolo. Nel 2013 Grover e Pea fanno il punto per la scuola. Le definizioni variano, ma ritornano gli stessi elementi: astrarre, scomporre un problema, ragionare per algoritmi, usare condizioni e ripetizioni, fare il debug in modo sistematico.

  • Scomporre: suddividere «andare fino alla biblioteca» in passi che si possono affrontare uno alla volta.
  • Astrarre: tenere ciò che conta per il problema. La quadrettatura del tappeto conta, il suo colore no.
  • Scrivere un algoritmo: una successione di istruzioni precise e ordinate, se necessario con una ripetizione o una condizione.
  • Fare il debug: trovare dove il programma si scosta dall’intenzione, poi correggere con metodo.

Questi gesti si esercitano prima senza schermo. Un allievo fa il robot, un altro gli dà carte con frecce da eseguire alla lettera su una griglia tracciata sul pavimento. La classe scopre che una macchina fa esattamente ciò che le si dice, non ciò che si voleva dire. Poi arriva il robot, e si ritrovano gli stessi gesti con un oggetto che sbaglia senza barare.

Per passare alla programmazione, nel 2011 Lee e i suoi colleghi descrivono una progressione in tre tempi: usare, modificare, creare. L’allievo prima fa girare un programma esistente, poi lo modifica per un altro scopo, poi ne crea uno. Si adatta anche al docente alle prime armi. Non ha bisogno di saper scrivere tutto prima di cominciare.

Riferimenti

  1. Wing (2006). Computational thinking. Communications of the ACM 49(3), p. 33–35. doi.org/10.1145/1118178.1118215
  2. Grover, Pea (2013). Computational Thinking in K–12: A Review of the State of the Field. Educational Researcher 42(1), p. 38–43. doi.org/10.3102/0013189X12463051
  3. Lee, Martin, Denner et al. (2011). Computational thinking for youth in practice. ACM Inroads 2(1), p. 32–37. doi.org/10.1145/1929887.1929902