Lezione 4 di 10 · 8 min
Quale robot per quale età
Robot a pulsanti, robot con sensori, scheda programmabile, kit da costruire: ogni famiglia serve un’età e un obiettivo. E un parco di robot va gestito.
La robotica può cominciare in tenera età. Nel 2014 Bers e i suoi colleghi mostrano che bambini della scuola dell’infanzia imparano nozioni di base di robotica e di programmazione, con un programma adatto alla loro età. Lo strumento conta quanto l’età: pulsanti e icone per chi non sa ancora leggere, poi blocchi e infine testo.
- I robot da pavimento a pulsanti, come Bee-Bot e Blue-Bot. Si inserisce una successione di spostamenti con le frecce sul dorso del robot. Ogni passo misura 15 cm e ogni svolta è un quarto di giro, il che si presta al tappeto quadrettato. Blue-Bot aggiunge un collegamento Bluetooth e un’applicazione. Per i primi anni di scuola.
- Thymio, ideato da ricercatori dell’EPFL con l’ECAL e prodotto dall’associazione Mobsya. È open source. Reagisce ai suoi sensori: sette sensori di distanza davanti e dietro, due sotto il robot per seguire una linea o evitare il bordo del tavolo, un accelerometro. Si programma con icone, a blocchi con Blockly o Scratch, poi in testo con Aseba. Dalla primaria alla secondaria.
- I robot basati su micro:bit, una piccola scheda programmabile sostenuta da una fondazione senza scopo di lucro. Si programma a blocchi o in JavaScript in MakeCode, oppure in Python. Diversi produttori vendono telai con ruote che la ospitano. Per la fine della primaria e la secondaria.
- I kit da costruire, come LEGO Education SPIKE. Gli allievi montano il robot e poi lo programmano. LEGO ha interrotto la vendita dei kit SPIKE il 30 giugno 2026 e ne mantiene l’applicazione fino al 30 giugno 2031. La sua nuova gamma si chiama Computer Science & AI.
- Un robot per coppia, più uno o due di riserva per i guasti.
- La ricarica: pile o batterie, caricabatterie, una presa accessibile e robot caricati il giorno prima.
- La conservazione: kit numerati, con l’elenco del loro contenuto. Un allievo controlla il kit a fine lezione.
- Il software: su quali dispositivi funziona, se richiede un account per allievo, fino a quando sarà mantenuto.
- Le parti soggette a usura: batterie, ruote, cavi, tappeti.
- Il prestito tra classi o tra scuole riduce il costo. Richiede un responsabile e un calendario.
- La formazione dei colleghi. Un parco senza docenti formati resta nell’armadio.
Riferimenti
- Bers, Flannery, Kazakoff, Sullivan (2014). Computational thinking and tinkering: Exploration of an early childhood robotics curriculum. Computers & Education 72, p. 145–157. doi.org/10.1016/j.compedu.2013.10.020
- Mondada, Bonani, Riedo et al. (2017). Bringing Robotics to Formal Education: The Thymio Open-Source Hardware Robot. IEEE Robotics & Automation Magazine 24(1), p. 77–85. doi.org/10.1109/MRA.2016.2636372