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Lezione 1 di 10 · 7 min

Imparare costruendo

Da Piaget alla tartaruga di Papert: perché programmare un oggetto che agisce può far imparare, e a quale condizione.

Jean Piaget descrive il bambino come un ricercatore che costruisce le proprie conoscenze agendo sul mondo. I suoi lavori sulla nascita dell’intelligenza mostrano che il pensiero si forma a partire dall’azione, molto prima del linguaggio astratto.

Seymour Papert, che ha lavorato con Piaget a Ginevra, ne ricava una pedagogia. In Mindstorms, nel 1980, descrive bambini che programmano una tartaruga, un piccolo robot che traccia figure sul pavimento. Per farla girare, il bambino immagina il movimento dal punto di vista della tartaruga, e può interpretarlo con il proprio corpo. La geometria diventa un’esperienza. È il costruzionismo: si impara particolarmente bene costruendo un oggetto che si può mostrare, far funzionare e discutere con altri.

Il costruzionismo non è la scoperta libera. Nel 2011 due meta-analisi di Alfieri e dei suoi colleghi confrontano i modi di insegnare attraverso la scoperta. Lasciare che gli allievi scoprano da soli fa imparare meno dell’insegnamento esplicito. La scoperta guidata, con riscontri, esempi e domande che chiedono di spiegare, fa meglio delle altre forme di insegnamento confrontate. Con un robot è il docente che fissa la sfida, rilancia e fa spiegare.

  • L’allievo formula un’ipotesi, la programma, osserva e corregge. È un procedimento scientifico.
  • L’errore è visibile e senza gravità. Il robot non fa ciò che si voleva, si cerca il perché.
  • La nozione mirata diventa uno strumento per vincere la sfida: un angolo, una distanza, una successione di passi.
  • L’attività si conclude con una spiegazione, orale o scritta, di ciò che ha funzionato e del perché.

Meno efficace

Distribuire i robot e lasciare che gli allievi li scoprano liberamente per quarantacinque minuti.

Più efficace

Sfida: far percorrere al robot un quadrato di due caselle di lato sul tappeto quadrettato. Ogni coppia scrive prima il suo programma su carta, lo prova, lo corregge, poi spiega alla classe quante svolte sono servite e di quale angolo.

La sfida mira a una nozione del programma. La scrittura prima della prova e la spiegazione finale fanno passare da «funziona» a «so perché».

Riferimenti

  1. Piaget (1936). La naissance de l’intelligence chez l’enfant. Neuchâtel, Delachaux et Niestlé. catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb325268713
  2. Papert (1980). Mindstorms: Children, Computers, and Powerful Ideas. New York, Basic Books. catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb34738581w
  3. Alfieri, Brooks, Aldrich, Tenenbaum (2011). Does discovery-based instruction enhance learning?. Journal of Educational Psychology 103(1), p. 1–18. doi.org/10.1037/a0021017