Lezione 9 di 10 · 7 min
Quando il robot percepisce e parla
Un robot che segue una regola si programma. Un robot che riconosce un gesto o conversa con un modello linguistico è stato addestrato. La differenza si comprende in classe.
Quando Thymio evita un ostacolo, applica una regola che qualcuno ha scritto: se il sensore anteriore vede un oggetto vicino, girare. Si può leggere la regola, prevedere il comportamento e correggere il programma. Un robot che riconosce un gesto o un’immagine funziona in un altro modo. Nessuno ha scritto la regola. Un modello l’ha appresa a partire da esempi. Riesce nei casi vicini ai suoi esempi e può sbagliare negli altri.
La micro:bit permette di farlo vivere in classe. Lo strumento gratuito micro:bit CreateAI registra gesti con il sensore di movimento della scheda V2, addestra un modello, lo fa provare, poi lo invia in un programma MakeCode sulla scheda. Gli allievi vedono che con pochi esempi, o con gesti troppo simili, il modello si confonde.
Robot e giocattoli conversano ormai grazie a un modello linguistico. Le loro risposte sono fluide, ma possono essere false, e lo stesso messaggio non ottiene sempre la stessa risposta. Quando il modello gira su un server, la voce del bambino vi viene inviata per essere trascritta ed elaborata. La rassegna di Belpaeme e dei suoi colleghi, nel 2018, notava già che comprendere il parlato dei bambini piccoli restava difficile per i robot.
- Programmare una regola: Thymio segue una linea o evita un ostacolo. Gli allievi scrivono la regola in italiano.
- Addestrare un modello: con CreateAI, tre gesti, qualche esempio ciascuno, poi una prova da parte di un altro allievo.
- Confrontare: chi ha deciso il comportamento? Perché sbaglia? Che cosa bisogna cambiare per correggerlo, il programma o gli esempi?
Riferimenti
- Belpaeme, Kennedy, Ramachandran et al. (2018). Social robots for education: A review. Science Robotics 3(21), eaat5954. doi.org/10.1126/scirobotics.aat5954